venerdì 3 maggio 2019

Continua la saga di CL

Dietro i siti turistici una società coinvolta in uno scandalo

Il Comune di Siracusa ebbe tanta fretta di affidare alla Erga la gestione dell’Artemision, delle Latomie dei cappuccini, del Teatro comunale e dei giardini di Villa Reimann che la convenzione con il rappresentante legale della società, firmata il 21 ottobre 2015, portava la stessa data della determina del dirigente comunale del Settore contratti che proprio quella mattina aveva aggiudicato la gara in via definitiva. Non c’era un minuto da perdere evidentemente: i beni architettonici comunali andavano, secondo la Giunta Garozzo, subito privatizzati, a condizioni del tutto favorevoli alla Erga: incasso di biglietteria, libera organizzazione di eventi, valorizzazione secondo criteri indiscriminati e poi, gratis e senza limiti di consumo, le utenze di luce, acqua, telefono e gas tutte a carico del Comune insieme con la manutenzione straordinaria. Scaduta dopo tre anni, la convenzione è stata rinnovata in proroga mentre intanto la stessa Erga, ma sotto le insegne della Kairos, completava con la Diocesi, alle stesse condizioni concluse con il Comune, la pratica di affidamento dei siti turistici proprietà della Curia: le Catacombe e la chiesa di Santa Lucia, le Catacombe di San Giovanni, la chiesa di San Nicolò e la cattedrale.
Ma come è stato possibile l’exploit di un gruppo privato che a Siracusa è noto per essere rappresentato da Salvatore Sparatore (insegnante di Storia della Chiesa all’Istituto di Scienze religiose di Siracusa e ottimo amico di Garozzo e dell’attuale sindaco Italia) e da Enrico Jansiti (direttore generale della Siam e nome coinvolto in un’inchiesta della finanza per evasione fiscale) ed è stato capace di stabilire sulla gestione dei siti turistici un regime di monopolio assolutamente dominante? Dobbiamo fare un po’ di storia.
La Erga è una srl che viene fondata a Siracusa nel 2014 e si iscrive alla Camcom come agenzia di viaggi, dedita anche ad attività secondarie quali autonoleggio, servizi di biglietteria per eventi teatrali, promozione di manifestazioni turistiche. Non è specificata l’attività che diverrà quella principale, cioè la gestione di siti culturali pubblici. Il capitale sociale di 100 mila euro è diviso in quattro quote: la Kairos detiene il 10,5%, Sparatore il 17%, Jansiti, che è il rappresentante legale, il 27,5% mentre il rimanente 44,82 % è in mano a un’altra srl che si chiama Galt, la quale ha dunque la maggioranza relativa ed è quella cui la Erga fa ufficialmente riferimento. Ma chi è la Galt e a chi fa capo? Ed ecco le sorprese che portano alla fine a spiegare le buone entrature di cui la Kairos – ergo l’Erga – gode in sede diocesana.
La Galt, che ha versato per costituire la Erga 44 mila 822 euro, ha sede a Gerenzano, nel Varesotto, e si occupa di assistenza logistica alle aziende e di “marketing strategico e operativo”. Il 10% del capitale è di Raffaella Monza, il 90% del marito Massimo Vanzulli, il cui nome figura anche come amministratore delegato della Erga dove Sparatore occupa il ruolo di semplice consigliere. Della Galt è consigliere un amico strettissimo di Vanzulli che si chiama Oreste Ceriani, il quale vive a Turate nel Comasco.
Massimo Vanzulli
Presidente e amministratore delegato è Vanzulli. La Galt nasce nel 2006 da un trasferimento d’impresa da parte della Fiera Milano con la quale a trattare la cessione è una società chiamata Kaleidos che fa capo a Vanzulli e Ceriani, il primo come presidente e il secondo come amministratore delegato. Prima di entrare nel vivo delle sorprese occorre a questo punto completare lo scacchiere.
Una sede secondaria della Galt risulta a Parabiago, nel Milanese, in Via Unione 2, allo stesso indirizzo del Gruppo Ferrovie Nord Milano del quale fa parte anche la Kaleidos ed è partecipato dalla Regione Lombardia. In Via Unione 2 a Parabiago ha anche sede la Sems, partecipata al 68,5% dalla Regione Lombardia e al 31,5% proprio dalla Kaleidos, che presto figurerà nella composizione societaria della Sems come Galt. Del Cda della Sems (che si occupa di car sharing) fa parte Gaetano Giussani, fratello del fondatore di Comunione e Liberazione, e amministratore delegato è Vanzulli, che è anche presidente della Compagnia delle opere di Saronno, dove milita pure Ceriani. La Compagnia delle opere è il braccio finanziario di Comunione e Liberazione, la sua banca investitrice. Con Gaetano Giussani, la Compagnia delle opere e la Sems ha rapporti anche Giulio Giuseppe Lampada, trapiantato da Reggio Calabria a Milano come emissario in terra di affari del clan ‘ndranghetista dei Condello. Vanzulli e Ceriani si trovano in questo giro quando operano nella Kaleidos di cui la Galt è emanazione, non solo perché è stata la Kaleidos a concludere con Fiera Milano la cessione e perché la Galt risulta nella visura camerale della Sems. ma anche per due altre ragioni: uguale è il codice fiscale della Galt e della Kaleidos (02401650128) e inequivocabile è l’indirizzo di posta elettronica certificata della Galt. kaleidos@pec.kaleidosgroup.com.
E ora le sorprese. Nel marzo 2012 la Kaleidos, ritenuta vicinissima alla Compagnia delle opere, finisce coinvolta in un’inchiesta con sedici arrestati su un giro di appalti per circa dodici milioni di euro che viene ricondotto alla Aler, l’azienda che gestisce l’edilizia residenziale in Lombardia. L’inchiesta parte da un’intercettazione telefonica di Oreste Ceriani che dice di temere per le sorti di Formigoni, allora presidente della Regione e leader riconosciuto di Comunione e Liberazione. Nel gennaio 2013 Vanzulli e Ceriani vengono arrestati per corruzione e turbativa d’asta nell’ambito della stessa inchiesta. Viene accertato che per ogni automezzo noleggiato la Ferrovie Nord Milano paga una tangente sotto forma di provvigione che va alla Kaleidos per un totale di 500 mila euro. Dirà Vanzulli ai magistrati che gli contesteranno oltre 150 mila email scambiate per favorire gli affari più disparati, senza timore di essere scoperto, a nome della potente Compagnia delle opere. “Vincevo gli appalti perché erano tutti di CL come me”. La Kaleidos ha fatto di più per la Sems: le ha affittato a Soronno un ufficio di 83 merti quadri per il quale in cinque anni Ferrovie Nord Milano ha pagato 7 mila 900 euro netti al mese. Non solo. Kaleidos offriva anche le cene di Natale per i dipendenti Sems, qualcosa come 400 euro a persona che sborsava sempre Ferrovie Nord Milano: in quattro anni un milione 320 mila euro andati nelle casse della società vicinissima a Comunione e Liberazione, diventata Galt e oggi socio di maggioranza della Erga che gestisce i beni culturali del Comune di Siracusa.
Scriveva il Gip che indagava sulla Kaleidos: “Deve necessariamente essere evidenziato come più d’uno tra i referenti delle stazioni appaltanti che hanno colluso con la Kaleidos sono risultati inseriti negli stessi ambienti di Comunione e Liberazione/Compagnia delle opere”.
Lo stesso Gip non escludeva che l’attività delittuosa della Kaleidos fosse ancora attiva al momento della conclusione dell’inchiesta. Dopo la quale la Kaleidos, che ha cambiato il nome in Galt, ma è rimasta la stessa società, avendo solo trasferito la sede da Saronno a Gerenzano, opera cercando di allontanarsi dalla Lombardia di Formigoni. E arriva a Siracusa. Del 14 marzo 2014, appena un anno dopo l’arresto di Vanzulli e Ceriani, è la costituzione della Erga nella quale la Galt detiene quasi il 45% delle quote societarie e Vanzulli occupa il posto di amministratore delegato.
La sua patente di ciellino gli ha forse giovato, al di là dei suoi rovesci giudiziari, per avere l’appalto della gestione di ben quattro siti culturali comunali? Ha fatto qualcosa in suo aiuto la Curia che a un socio della Erga, la Kairos, ha già affidato in gestione i propri siti turistici? La Giunta Garozzo e adesso quella Italia sono state a conoscenza dei trascorsi e delle origini della Erga nonché delle vicissitudini di Massimo Vanzulli che della Erga è il principale esponente? L’incredibile fretta con cui è stata firmata la convenzione con la Erga è in qualche modo dipendente dalla difficile e imbarazzante condizione nella quale la società siracusana si è presentata e proposta? E quali reali rapporti legano Sparatore e Jansiti a Vanzulli oltre la grande fede cattolica, la militanza in Comunione e Liberazione e la fiducia nella Provvidenza divina che sempre soccorre sia gli audaci che i peccatori?

giovedì 31 maggio 2018

Jean-Claude Juncker

Dice che gli Italiani devono lavorare di più,devono essere più seri e meno corrotti!
Ma sapete chi è veramente questo mezzo uomo?
"Jean-Claude Juncker annuncia le sue dimissioni dal governo del Lussemburgo l'11 luglio 2013, a seguito di uno scandalo riguardante i servizi di intelligence, accusato di aver costituito una vera e propria polizia politica segreta e di aver schedato illegalmente centinaia di migliaia di cittadini"

"Ha destato scalpore un'inchiesta giornalistica condotta dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti investigativi (ICIJ), definita dai media internazionali Luxembourg Leaks o LuxLeaks, che ha pubblicato nel novembre 2014 i nomi di oltre trecento aziende multinazionali direttamente coinvolte nelle decisioni fiscali prese tra il 2002 e il 2010 dall'allora governo lussemburghese da lui presieduto, che avrebbero consentito accordi fortemente vantaggiosi per queste ultime sui prezzi di trasferimento globale, e collegati con speciali direttive dell'Unione europea che interessano il regime fiscale del Lussemburgo. Le rivelazioni hanno attirato l'attenzione internazionale e messo in luce speciali meccanismi di elusione fiscale elaborati e portati avanti dal Lussemburgo."
E vuole farci la morale????

lunedì 28 maggio 2018

Renzi: "andremo casa per casa"

«Da oggi deve partire il coinvolgimento di tante persone che vedono il rischio che l’uscita dalla casa comune europea distrugga il futuro dei nostri figli. Casa per casa, porta a porta, piazza per piazza».

Vieni piccolo uomo, vieni pure a casa mia, ti aspetto ...non vedo l'ora....anzi venite tutti voi piccoli uomini...
Vergogna avete svenduto la nazione

domenica 27 maggio 2018

Mattarella ...NON IN MIO NOME!

Elezioni subito....mandiamo al macero PD e forza Italia.
La casta succube dei tedeschi...hanno sconvolto il mondo con due guerre e ancora li lasciano parlare....
Ridateci un Presidente , l'ultimo è stato Pertini

mercoledì 23 maggio 2018

Conte un grande!

Arriva in taxi...prende l'incarico...riprende il taxi...paga il dovuto..ed entra alla camera
Imparate ....questo è il primo passo per cambiare!

martedì 8 maggio 2018

Il governo che non c’è: Renzi e quel pronostico sbagliato su Salvini

Che c’entra Renzi che parla di centrodestra e di Berlusconi con Salvini? E che c’entra Salvini che chiede a Renzi di fargli da mediatore con Berlusconi? Nel giorno in cui deflagra tutto, accade persino che l’ex leader del Pd, fermamente convinto che un governo sarebbe nato, si accorge di aver sbagliato pronostico. E terrorizzato dal ritorno alle urne chiama il segretario del Carroccio: «Scusa Matteo, davvero non riuscite a convincere Berlusconi a fare un passo indietro?». «No Matteo. Ma visto che ci vai d’accordo molto più di me, prova a convincerlo tu». Non è dato sapere se Renzi ci abbia provato, se così fosse il risultato sarebbe stato modesto: una breve nota di Forza Italia — dettata a fine giornata da Gianni Letta — con la quale si invitano gli alleati a meditare se non sia meglio tornare alle urne in autunno piuttosto che in estate.

Il Cavaliere ha già lasciato Roma e dorme sull’aereo che lo riporta a Milano, mentre le tenebre calano sulla legislatura. L’estremo tentativo di Mattarella si infrange sui veti dei grillini e dei leghisti, che pure ci avevano provato nel pomeriggio a far cambiare idea al leader azzurro. Preso atto che Berlusconi non cedeva, che l’idea di scambiare l’appoggio esterno per tre ministri d’area e la presidenza della Bicamerale per le riforme non lo convinceva, Di Maio ha allargato le braccia con Salvini: «Oltre non mi posso spingere o mi salta il gruppo». Ne riparleranno (forse) dopo le elezioni, che hanno deciso di affrontare con la stessa tattica: polarizzando il voto. «Sarà un ballottaggio tra noi e Salvini», dice il capo di M5S. «Sarà un referendum tra noi e Di Maio», dice il leader leghista.

Il gioco sembra fatto, tra lo sconcerto dei parlamentari democratici e forzisti, che nelle rispettive chat di partito descrivono le fiamme dell’inferno e temono di venirne inghiottiti. Al Quirinale si consuma l’ultimo atto. Il capo dello Stato avverte le delegazioni dei Cinque Stelle e del centrodestra, spiega che le elezioni anticipate potrebbero provocare un ulteriore strappo con il Paese. «Abbiamo già avuto un crollo nella partecipazione al voto», sottolinea, ricordando le percentuali delle ultime Regionali: «Una reiterazione non aiuterebbe». È chiaro che Berlusconi vorrebbe aiutarlo. E ci prova, a modo suo.

Succede quando gli alleati si mettono a perorare la causa dell’incarico a Salvini, e Mattarella chiede dove siano i numeri e quali gruppi sosterrebbero il tentativo. «Ma i numeri ci sono», replica il Cavaliere: «Saranno in tanti a non voler tornare a casa. E ci sarà anche il gruppo. Le anticipo già il nome: “Gli Indipendenti”». Superato il momento d’imbarazzo, la delegazione si accinge a salutare il presidente della Repubblica, quando — sull’uscio — Berlusconi chiede di poter parlare da solo con il capo dello Stato. La richiesta viene accordata e dietro quella porta chiusa, gli alleati iniziano a insospettirsi. Pochi minuti e l’ex premier riappare: «Non ho parlato di governo. Ho fatto presente al capo dello Stato le condizioni di salute in cui versa Dell’Utri». La Meloni fa in tempo a indossare un sorriso d’ordinanza prima di apparire davanti ai media.

La leader di Fratelli d’Italia in questi mesi ha svolto un ruolo di cerniera nel centrodestra, come quei mediani a cui è delegato il compito di recuperar palloni. Ma l’altra sera al vertice, quando Berlusconi ha provato a parlare di «partito unico del centrodestra» per diluire i suoi numeri con quelli della Lega, non ci ha più visto e ha affondato il tackle: «Silvio, lascia stare. C’era il Pdl e sappiamo com’è andata a finire». Qualcosa però il Cavaliere si dovrà inventare per non concludere la sua storia venticinquennale da junior partner di Salvini, per evitare che sia l’altro a salire su un predellino e fare un boccone di ciò che resta di Forza Italia.

Un terzo dei parlamentari azzurri è convinto infatti che non sarà ricandidato. Ed è sicuro che quei collegi finiranno in quota Lega. Perciò quando ieri Letta esortava Berlusconi a «lasciare aperto uno spiraglio» a Mattarella, loro pensavano piuttosto a un muro che li difendesse. Perché luglio o settembre, il voto si avvicina. Il ministro Franceschini, ormai nei panni dello scrittore, osservando le macerie ha dettato l’incipit: «Per una serie di tragici errori, portarono il Paese ai seggi sotto il sole. Alcuni cittadini dimenticarono la scheda elettorale, altri dimenticarono il costume da bagno». Il libro sarà dedicato a Renzi e Berlusconi.