Non hanno il coraggio di impedire lo spreco di miliardi euro per degli aerei da guerra difettosi. Temono il dibattito in Parlamento. Hanno persino paura di mostrare il loro sostegno al programma F35 in pubblico. Il governo di Capitan Findus Letta non ha neppure le palle di assumersi responsabilità davanti ai cittadini.
"Resta il mistero sulla cancellazione della cerimonia solenne con la quale il 18 luglio era previsto di salutare, presso lo stabilimento costruito a Cameri, l'inizio dell'assemblaggio del primo cacciabombardiere F-35 destinato all'Aeronautica italiana. Probabile che ministri ed esponenti del governo, del Parlamento e delle amministrazioni locali avessero ben poca voglia di "metterci la faccia", cioè di apparire ufficialmente davanti a un programma militare costosissimo, criticato da molti e che raccoglie ben pochi consensi popolari. Esiste anche l'ipotesi che, cancellando la cerimonia, si sia voluto togliere visibilità al programma F-35 per non favorire i critici che evidenziano difficoltà tecniche, costi in crescita e scarse ricadute industriali e occupazionali. A fronte dei 10 mila posti di lavoro declamati fino a poco tempo fa dalla Difesa nei giorni scorsi il generale Domenico Esposito, capo della Direzione armamenti aeronautici, ha parlato di una previsione "a ben oltre 6 mila addetti". Altre fonti riferiscono invece che i dipendenti di Alenia Aermacchi impegnati a Cameri sono oggi meno di una settantina e nel 2018, quando la produzione di ali e l'assemblaggio dei velivoli saranno a regime, ne sono previsti non più di 200." Segnalazione da Il Sole 24 Ore
lunedì 15 luglio 2013
mercoledì 10 luglio 2013
Dal blog di Beppe Grillo
"Al Presidente della Repubblica Italiana,
ho chiesto questo incontro, di cui la ringrazio per la sollecitudine, per esprimerle direttamente le mie preoccupazioni sulla situazione economica, sociale e politica del Paese convinto che misure urgenti e straordinarie, pari a quelle di un’economia di guerra, non possano più aspettare oltre, neppure un giorno.
L’Italia si avvia verso la catastrofe. Chi è oggi al governo del Paese è responsabile dello sfacelo, sono gli stessi che ne hanno distrutto l’economia. Questa classe politica non è in grado di risolvere alcun problema. E’ essa stessa il problema. Il Governo delle Larghe Intese, voluto fortemente da lei, tutela soltanto lo status quo e gli interessi di Berlusconi, che in qualunque altra democrazia occidentale non sarebbe ammesso ad alcuna carica pubblica, e tanto meno in Parlamento. La Nazione è una pentola a pressione che sta per saltare, mentre, ormai da mesi, il Governo Letta si balocca con il rinvio dell’IMU e la cancellazione di un punto dell’IVA senza trovare una soluzione. I numeri dello sfacelo sono sotto gli occhi di chiunque voglia vederli, e sono drammatici. Il tasso di disoccupazione più alto dal 1977, il crollo continuo della produzione industriale, che si attesterà a meno tre per cento nel 2013, la continua crescita del debito pubblico che è arrivato a 2.040 miliardi di euro, il fallimento delle imprese che chiudono con il ritmo di una al minuto, una delle tassazioni più alte d’Europa, sia sulle imprese che sulle persone fisiche, gli stipendi tra i più bassi della UE, il crollo dei consumi, persino degli alimentari, l’indebitamento delle famiglie. E’ una Caporetto e sul Piave non c’è nessuno, sono tutti nei Palazzi a rimandare le decisioni e a fare annunci. Il Parlamento è espropriato dalle sue funzioni, la legge elettorale detta Porcellum è incostituzionale e i parlamentari sono stati nominati a tavolino da pochi segretari di partito. Il Governo fa i decreti legge senza che sia dato il tempo minimo per esaminarli e il Parlamento approva a comando. Non siamo più da tempo una repubblica parlamentare, forse neppure una democrazia.
Il debito pubblico ci sta divorando, paghiamo di interessi circa 100 miliardi di euro all’anno, che crescono ogni giorno. Solo quest’anno per non fallire dovremo vendere 400 miliardi di euro di titoli. Le entrate dello Stato sono di circa 800 miliardi all’anno, un euro su otto serve a pagare gli interessi sul debito. Né Berlusconi, né Monti, né Letta hanno bloccato la spirale del debito pubblico, checresce al ritmo di 110 miliardi all’anno. Gli interessi sul debito e la diminuzione delle entrate fiscali, dovute al fallimento di massa delle imprese, alla disoccupazione e al crollo dei consumi, rappresentano la certezza del prossimo default.
Non c’è scelta. Il debito pubblico va ristrutturato. Gli interessi annui divorano la spesa sociale, gli investimenti, la ricerca. E’ come nella Storia Infinita, dove il Nulla divorava la Realtà: l’interesse sul debito sta divorando lo Stato Sociale. Si può rimanere nell’euro, ma solo rinegoziando le condizioni. O attraverso l’emissione di eurobond che ritengo indispensabile o, in alternativa, con la ristrutturazione del nostro debito, una misura che colpirebbe soprattutto Germania e Francia che detengono la maggior parte del 35% dei nostri titoli pubblici collocati all’estero. Non possiamo fallire in nome dell’euro. Questo non può chiederlo, né imporcelo nessuno. A fine 2011 i titoli di Stato italiani presenti in banche o istituzioni estere erano il 50%, le nostre banche grazie al prestito della BCE dello scorso anno, prestito garantito dagli Stati e quindi anche da noi, si sono ricomprati circa 300 miliardi dall’estero, tra titoli in scadenza e rimessi sul mercato, questo invece di dare credito alle imprese. E siamo scesi al 35%. E’il miglior modo per fallire. Quando ci saremo ricomprati tutto il debito estero e non avremo più un tessuto industriale collasseremo e la UE rimarrà a guardare, come è successo in Grecia. Ora disponiamo di un potere contrattuale, ora dobbiamo usarlo.
L’Italia ha l’assoluta necessità di aiutare le imprese con misure come il taglio dell’Irap, una tassazione al livello della media europea, con servizi efficienti e meno costosi, con la protezione del Made in Italy assegnato solo a chi produce in Italia e con l’eventuale applicazione di dazi su alcuni prodotti. Allo stesso tempo è urgente l’introduzione del reddito di cittadinanza, nessuno deve rimanere indietro. Ci preoccupiamo dei problemi del mondo quando non riusciamo ad assistere gli anziani e non diamo possibilità di lavoro ai nostri ragazzi che devono emigrare a centinaia di migliaia.
Reddito di cittadinanza e rilancio delle PMI sono possibili da subito con il taglio ai mille privilegi e alle spese inutili. Ne elenco solo alcuni.
Eliminare le province, portare il tetto massimo delle pensioni a 5.000 euro,tagliare finanziamenti pubblici ai partiti e ai giornali, riportare la gestione delle concessioni pubbliche nelle mani dello Stato, a iniziare dalle autostrade, perché sia l'Erario a maturare profitti e non aziende private come Benetton o, dove questo non sia possibile, ridiscutere le condizioni, eliminare la burocrazia politica dalle partecipate dove prosperano migliaia di dirigenti, nazionalizzare il Monte dei Paschi di Siena, eliminare ogni grande opera inutile come la Tav in Val di Susa e l'Expo di Milano, ridurre drasticamente stipendi e benefit dei parlamentari e di ogni carica pubblica, cancellare la missione in Afghanistan,fermare l'acquisto degli F35. Potrei continuare a lungo. Queste misure non possono essere prese dall’attuale classe politica perché taglierebbe il ramo su cui si regge.
Questo Parlamento non è stato eletto dagli italiani, ma dai partiti e dalle lobby. Non può affrontare una situazione di emergenza nazionale, di economia di guerra, perché deve rispondere ai suoi padrini, non ai cittadini.
Le chiedo perciò di fare abrogare l’attuale legge elettorale in quanto incostituzionale, di sciogliere il Parlamento e di ritornare alle urne. L’autunno è alle porte insieme al probabile collasso economico. I problemi si trasformeranno da politici a sociali, probabilmente incontrollabili. Non c’è più tempo. Lei ha volutamente tenuto sulle sue spalle grandi responsabilità quando avrebbe potuto e forse dovuto declinarle. Lei è ormai diventato lo scudo, il parafulmine di partiti che non hanno saputo né governare, né riformarsi e da ritenersi, nel migliore dei casi, degli incapaci. Non è questo il suo compito, ma quello di rappresentare gli interessi del popolo italiano." Beppe Grillo
L’Italia si avvia verso la catastrofe. Chi è oggi al governo del Paese è responsabile dello sfacelo, sono gli stessi che ne hanno distrutto l’economia. Questa classe politica non è in grado di risolvere alcun problema. E’ essa stessa il problema. Il Governo delle Larghe Intese, voluto fortemente da lei, tutela soltanto lo status quo e gli interessi di Berlusconi, che in qualunque altra democrazia occidentale non sarebbe ammesso ad alcuna carica pubblica, e tanto meno in Parlamento. La Nazione è una pentola a pressione che sta per saltare, mentre, ormai da mesi, il Governo Letta si balocca con il rinvio dell’IMU e la cancellazione di un punto dell’IVA senza trovare una soluzione. I numeri dello sfacelo sono sotto gli occhi di chiunque voglia vederli, e sono drammatici. Il tasso di disoccupazione più alto dal 1977, il crollo continuo della produzione industriale, che si attesterà a meno tre per cento nel 2013, la continua crescita del debito pubblico che è arrivato a 2.040 miliardi di euro, il fallimento delle imprese che chiudono con il ritmo di una al minuto, una delle tassazioni più alte d’Europa, sia sulle imprese che sulle persone fisiche, gli stipendi tra i più bassi della UE, il crollo dei consumi, persino degli alimentari, l’indebitamento delle famiglie. E’ una Caporetto e sul Piave non c’è nessuno, sono tutti nei Palazzi a rimandare le decisioni e a fare annunci. Il Parlamento è espropriato dalle sue funzioni, la legge elettorale detta Porcellum è incostituzionale e i parlamentari sono stati nominati a tavolino da pochi segretari di partito. Il Governo fa i decreti legge senza che sia dato il tempo minimo per esaminarli e il Parlamento approva a comando. Non siamo più da tempo una repubblica parlamentare, forse neppure una democrazia.
Il debito pubblico ci sta divorando, paghiamo di interessi circa 100 miliardi di euro all’anno, che crescono ogni giorno. Solo quest’anno per non fallire dovremo vendere 400 miliardi di euro di titoli. Le entrate dello Stato sono di circa 800 miliardi all’anno, un euro su otto serve a pagare gli interessi sul debito. Né Berlusconi, né Monti, né Letta hanno bloccato la spirale del debito pubblico, checresce al ritmo di 110 miliardi all’anno. Gli interessi sul debito e la diminuzione delle entrate fiscali, dovute al fallimento di massa delle imprese, alla disoccupazione e al crollo dei consumi, rappresentano la certezza del prossimo default.
Non c’è scelta. Il debito pubblico va ristrutturato. Gli interessi annui divorano la spesa sociale, gli investimenti, la ricerca. E’ come nella Storia Infinita, dove il Nulla divorava la Realtà: l’interesse sul debito sta divorando lo Stato Sociale. Si può rimanere nell’euro, ma solo rinegoziando le condizioni. O attraverso l’emissione di eurobond che ritengo indispensabile o, in alternativa, con la ristrutturazione del nostro debito, una misura che colpirebbe soprattutto Germania e Francia che detengono la maggior parte del 35% dei nostri titoli pubblici collocati all’estero. Non possiamo fallire in nome dell’euro. Questo non può chiederlo, né imporcelo nessuno. A fine 2011 i titoli di Stato italiani presenti in banche o istituzioni estere erano il 50%, le nostre banche grazie al prestito della BCE dello scorso anno, prestito garantito dagli Stati e quindi anche da noi, si sono ricomprati circa 300 miliardi dall’estero, tra titoli in scadenza e rimessi sul mercato, questo invece di dare credito alle imprese. E siamo scesi al 35%. E’il miglior modo per fallire. Quando ci saremo ricomprati tutto il debito estero e non avremo più un tessuto industriale collasseremo e la UE rimarrà a guardare, come è successo in Grecia. Ora disponiamo di un potere contrattuale, ora dobbiamo usarlo.
L’Italia ha l’assoluta necessità di aiutare le imprese con misure come il taglio dell’Irap, una tassazione al livello della media europea, con servizi efficienti e meno costosi, con la protezione del Made in Italy assegnato solo a chi produce in Italia e con l’eventuale applicazione di dazi su alcuni prodotti. Allo stesso tempo è urgente l’introduzione del reddito di cittadinanza, nessuno deve rimanere indietro. Ci preoccupiamo dei problemi del mondo quando non riusciamo ad assistere gli anziani e non diamo possibilità di lavoro ai nostri ragazzi che devono emigrare a centinaia di migliaia.
Reddito di cittadinanza e rilancio delle PMI sono possibili da subito con il taglio ai mille privilegi e alle spese inutili. Ne elenco solo alcuni.
Eliminare le province, portare il tetto massimo delle pensioni a 5.000 euro,tagliare finanziamenti pubblici ai partiti e ai giornali, riportare la gestione delle concessioni pubbliche nelle mani dello Stato, a iniziare dalle autostrade, perché sia l'Erario a maturare profitti e non aziende private come Benetton o, dove questo non sia possibile, ridiscutere le condizioni, eliminare la burocrazia politica dalle partecipate dove prosperano migliaia di dirigenti, nazionalizzare il Monte dei Paschi di Siena, eliminare ogni grande opera inutile come la Tav in Val di Susa e l'Expo di Milano, ridurre drasticamente stipendi e benefit dei parlamentari e di ogni carica pubblica, cancellare la missione in Afghanistan,fermare l'acquisto degli F35. Potrei continuare a lungo. Queste misure non possono essere prese dall’attuale classe politica perché taglierebbe il ramo su cui si regge.
Questo Parlamento non è stato eletto dagli italiani, ma dai partiti e dalle lobby. Non può affrontare una situazione di emergenza nazionale, di economia di guerra, perché deve rispondere ai suoi padrini, non ai cittadini.
Le chiedo perciò di fare abrogare l’attuale legge elettorale in quanto incostituzionale, di sciogliere il Parlamento e di ritornare alle urne. L’autunno è alle porte insieme al probabile collasso economico. I problemi si trasformeranno da politici a sociali, probabilmente incontrollabili. Non c’è più tempo. Lei ha volutamente tenuto sulle sue spalle grandi responsabilità quando avrebbe potuto e forse dovuto declinarle. Lei è ormai diventato lo scudo, il parafulmine di partiti che non hanno saputo né governare, né riformarsi e da ritenersi, nel migliore dei casi, degli incapaci. Non è questo il suo compito, ma quello di rappresentare gli interessi del popolo italiano." Beppe Grillo
martedì 9 luglio 2013
Benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
lo Zaire non è un buon posto dove stare
questo mondo sta impazzendo, è un'atrocità
nemmeno il Congo è un buon posto dove stare
lì mi uccidono, amico, è una calamità
và a Masai, và a Masai
sii generoso
và a Masai, và a Masai
sii intelligente
và a Masai, và a Masai
sii generoso
và a Masai, và a Masai
sii intelligente
la Monrovia non è un buon posto dove stare
le armi impazziscono, è un'atrocità
in Palestina c'è troppa ipocrisia
questo mondo impazzisce, non è una fatalità
và a Masai, và a Masai
sii generoso
và a Masai, và a Masai
sii intelligente
oggi sta piovendo in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
a Bagdad non c'è democrazia
solo perchè è una nazione che
appartiene agli Stati Uniti
a Fallujah c'è troppa calamità
questo mondo impazzisce, non è una fatalità
và a Masai, và a Masai
sii generoso
và a Masai, và a Masai
sii intelligente
oggi sta piovendo (x4)
a Gerusalemme
in Monrovia
nella Guinea-Bissau
oggi sta piovendo (x3)
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
lo Zaire non è un buon posto dove stare
questo mondo sta impazzendo, è un'atrocità
nemmeno il Congo è un buon posto dove stare
lì mi uccidono, amico, è una calamità
và a Masai, và a Masai
sii generoso
và a Masai, và a Masai
sii intelligente
và a Masai, và a Masai
sii generoso
và a Masai, và a Masai
sii intelligente
la Monrovia non è un buon posto dove stare
le armi impazziscono, è un'atrocità
in Palestina c'è troppa ipocrisia
questo mondo impazzisce, non è una fatalità
và a Masai, và a Masai
sii generoso
và a Masai, và a Masai
sii intelligente
oggi sta piovendo in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
a Bagdad non c'è democrazia
solo perchè è una nazione che
appartiene agli Stati Uniti
a Fallujah c'è troppa calamità
questo mondo impazzisce, non è una fatalità
và a Masai, và a Masai
sii generoso
và a Masai, và a Masai
sii intelligente
oggi sta piovendo (x4)
a Gerusalemme
in Monrovia
nella Guinea-Bissau
oggi sta piovendo (x3)
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
benvenuto in Paradiso
oggi sta piovendo
lunedì 8 luglio 2013
Informare il Cittadino : La legge ammazza blog
"Che la nuova legge Ammazza blog sia pensata in primis per il blog di Beppe Grillo lo fa pensare lo stesso firmatario del disegno di legge, Salvo Torrisi del Pdl, quando spiega che "non c’è nessuna censura nei confronti dei 5 stelle. Ma internet non può continuare a essere il luogo virtuale dell’impunità". Il reato di omesso controllo, fino a questo momento limitato alle testate giornalistiche e al loro direttore (o vicedirettore) responsabile, sarebbe esteso a tutte le testate online, prendendo in considerazione anche i commenti a piede di ogni articolo o post. Proprio questo esplicito riferimento ai commenti fa pensare al blog di Grillo. Secondo il ddl, la responsabilità penale sarebbe a carico del gestore del sito o blog che non cancella entro 24 ore i commenti che possono "configurare la commissione di reati". Ovviamente, soprattutto per i siti molto seguiti è un lavoro praticamente impossibile. Basti pensare che, ogni giorno, ogni singolo post che appare sul blog di Beppe Grillo ha centinaia se non migliaia di commenti. Ma quali sono i reati che si possono compiere solo scrivendo un commento? Fondamentalmente due: diffamazione e vilipendio. Punire il titolare di un sito per quanto scritto nei commenti è concepibile solo da chi il web non lo conosce."
mercoledì 3 luglio 2013
Informare il Cittadino: Blocco ampliamento inceneritori
"Con il voto unanime di
Pd, PdL, Lista Ambrosoli, Lega e Civica Maroni è stata approvata una mozione
proposta dal MoVimento 5 Stelle che blocca l'ampliamento di tutti gli
inceneritori presenti in Lombardia. Il consigliere Gianmarco Corbetta (M5S) ha
elaborato un testo, con il contributo dei consiglieri Anelli (Lega), Magoni
(Civica Maroni), Villani (PD) e Busi (Lista Ambrosoli) che impone uno stop a
tutti i progetti di ampliamento degli inceneritori, a partire da Desio,
Cremona, Trezzo sull'Adda, Corteolona e Dalmine. Il provvedimento prevede che
il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti dia priorità alle politiche di
riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti, con incentivi ai Comuni che si
distinguono per virtuosità nella raccolta differenziata. La Regione Lombardia
si impegna a verificare la possibilità di passare ad un nuovo sistema integrato
di gestione del rifiuto che marginalizzi il ricorso alla discarica e superi,
gradualmente ma in modi e tempi certi, la pratica dell'incenerimento dei
rifiuti. E' un grande risultato: abbiamo impedito che la Lombardia continuasse
a puntare su una dotazione impiantistica rigida e non in grado di adattarsi a
questi cambiamenti. Per chi come noi ha dedicato gran parte del proprio impegno
civile nella lotta all'incenerimento dei rifiuti l'approvazione di questo
provvedimento rappresenta un obiettivo importantissimo e, in qualche modo, il
punto di arrivo di un lungo percorso" M5S Lombardia
martedì 2 luglio 2013
Un bellissimo Blog
Ho scoperto girovagando in rete un bellissimo Blog tenuto da un nostro compaesano.
Vi pubblico l'indirizzo http://limoscena.blogspot.it/
Andate a vederlo, vi sono parecchi articoli che raccontano di Gerenzano
Vi pubblico l'indirizzo http://limoscena.blogspot.it/
Andate a vederlo, vi sono parecchi articoli che raccontano di Gerenzano
Informare il Cittadino: Servizi Segreti
I nostri Servizi,autorizzati il 24 gennaio dal governo Monti, hanno
firmato convenzioni con banche dati di Telecom,Fimeccanica,Agenzia delle
Entrate,Enel,Eni,Alitalia,Ferrovie dello Stato,Poste etc.. per avere accesso ai
dati di tutti gli Italiani( Corriere della Sera 1.7.2013).
Tutti questi dati possono essere forniti ai sevizi segreti alleati. Quindi non si tratta solo più di sms, email e telefonate, ma proprio di dati su tutte le nostre spese e spostamenti . Questa è una schedatura di massa che fa impallidire i famosi faldoni cartacei del SIFAR.
L'art. 15 Cost. contiene un principio supremo e recita:
" La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge."
La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo al comma 1 dell'art. 21 (Libertà di espressione), stabilisce che " ogni persona ha ... libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiera".
Mi pare evidente che siamo in presenza di un decreto del governo Monti che ha autorizzato i servizi italiani a violare sia la Costituzione italiana che la Convenzione Europea sui diritti dell'Uomo.
Tutti questi dati possono essere forniti ai sevizi segreti alleati. Quindi non si tratta solo più di sms, email e telefonate, ma proprio di dati su tutte le nostre spese e spostamenti . Questa è una schedatura di massa che fa impallidire i famosi faldoni cartacei del SIFAR.
L'art. 15 Cost. contiene un principio supremo e recita:
" La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge."
La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo al comma 1 dell'art. 21 (Libertà di espressione), stabilisce che " ogni persona ha ... libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiera".
Mi pare evidente che siamo in presenza di un decreto del governo Monti che ha autorizzato i servizi italiani a violare sia la Costituzione italiana che la Convenzione Europea sui diritti dell'Uomo.
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