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lunedì 21 gennaio 2013
Monti, ma chi è veramente?
Sig. Monti di lei sappiamo praticamente tutto: Bocconi, Bruguel, Moody, Jp Morgan, Stanley, Goldman Sachs, Bilderberg, Trilaterale, Spinelli Gr etc etc etc
L' unico particolare che veramente sfugge della sua biografia da 'Mondialista DOC' è se è stato iniziato prima alla massoneria Belga di Bruxelles o prima alla massoneria milanese del GOI, come ci ricorda Gioele Magaldi, Gran Maestro del Grande Oriente Democratico, il quale scrisse delle sue iniziazioni per primo. Vorrei inoltre sapere se durante la cerimonia privata nel tempio del Santo Sepolcro in Gerusalemme, offertagli dal governo israeliano in occasione della Pasqua, lei è stato iniziato ad una nuova obbedienza massonica o di altro tipo.
Un'ultima cosa, Sig. Monti, lei sa che nell'albo internazionale delle citazioni scientifiche (Thomson Reuters, Web of Knowledge, Web of Science) lei ha all'attivo ben 13 pubblicazioni ma ha ricevuto UNA SOLA CITAZIONE per il suo studio sulle 'banche in regime di monopolio' e null'altro? Mi chiedo Sig Monti come ha potuto, lei, diventare rettore della Bocconi avendo all'attivo una sola, misera e ridicola citazione scientifica?
Inoltre non mi pare che dal giorno del suo Golpe ad oggi lei abbia mai reso conto della sua parentela con Mattioli, il più grande banchiere italiano alla cui tomba tutte le logge italiane vanno a dar solenne omaggio nella Basilica di Chiaravalle?
venerdì 18 gennaio 2013
giovedì 17 gennaio 2013
mercoledì 16 gennaio 2013
martedì 15 gennaio 2013
giovedì 10 gennaio 2013
La truffa dei sondaggi
Movimento 5 stelle
sondaggi: ecco come l’informazione racconta una realtà poco credibile
Nell’ultimo periodo i numeri sono piuttosto contrastanti ma
una tendenza comune si riscontra in quasi tutte le fonti: Beppe Grillo
è in calo (qualcuno lo da già per sconfitto e parla di “caduta libera”) e Monti
recupera terreno.
Quella dei numeri che non corrispondono tra un sondaggio e un altro è una storia vecchia che si ripete: ma quello che stupisce in vista di queste elezioni non è tanto questo. Non ci soffermeremo quindi sulle singole percentuali presentate da tv e siti internet (in linea di massima comunque il calo del Movimento 5 Stelle si assesta mediamente intorno al meno 7-8% anche se le preferenze restano a due cifre) quanto piuttosto su quello che sembra essere l’andamento delle preferenze degli elettori: i movimenti cresciuti vertiginosamente nell’ultimo periodo subiscono una battuta d’arresto, mentre quelli che partivano nettamente sfavoriti ottengono una piccola boccata d’ossigeno che li risolleva.
Quella dei numeri che non corrispondono tra un sondaggio e un altro è una storia vecchia che si ripete: ma quello che stupisce in vista di queste elezioni non è tanto questo. Non ci soffermeremo quindi sulle singole percentuali presentate da tv e siti internet (in linea di massima comunque il calo del Movimento 5 Stelle si assesta mediamente intorno al meno 7-8% anche se le preferenze restano a due cifre) quanto piuttosto su quello che sembra essere l’andamento delle preferenze degli elettori: i movimenti cresciuti vertiginosamente nell’ultimo periodo subiscono una battuta d’arresto, mentre quelli che partivano nettamente sfavoriti ottengono una piccola boccata d’ossigeno che li risolleva.
In che modo spingere
Monti può essere utile alla causa della sinistra
Se un freno dopo il boom delle elezioni in Sicilia può
essere considerato fisiologico, il dubbio che i numeri siano pilotati è
legittimo. Gli italiani stanno facendo scontare a Grillo le reazioni dure con i
dissidenti Favia e Salsi (corteggiati, secondo gli ultimi aggiornamenti,
dalla Rivoluzione Civile di Ingroia) fino al punto di dimenticare la batosta
Imu del mese scorso e la politica di pressione fiscale attuata da Monti?
Difficile da credere anche se è innegabile che, dopo aver lasciato la libera la
poltrona più ambita di Palazzo Chigi, Monti si sia dato piuttosto da fare in
termini di visibilità: dalle comparse in tv alla creazione di un profilo
Twitter molto attivo.I sondaggi elettorali 2013 raccontano una verità che poco sembra corrispondere a quella che si incontra per strada: quante persone conoscete che ammettono di essere intenzionate a votare l’ex premier alle prossime elezioni?
Il sospetto è che sia stato scelto a tavolino un nome debole ma credibile (non poteva essere il Pdl che appare inesorabilmente allo sbando) da contrapporre a Bersani per spingere gli indecisi a sinistra a schierarsi per le file del leader del Pd, che tutti danno per favorito, piuttosto che “buttare” il voto.
Molto più credibili sarebbero sondaggi che, piuttosto che ripetere numeri e percentuali, offrissero agli elettori un’analisi chiara e trasparente delle fonti. I sondaggi senza faccia hanno perso credibilità.
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